Il canto della Pasquella è uno dei più antichi canti di cultura popolare che si esprimeva come rituale di questua, al fine di poter rendere meno triste l'Epifania ai più poveri. Purtroppo, nella società moderna , questi riti antichi stanno scomparendo e con essi anche il ricordo delle tradizioni. Questo bel canto propiziatorio ci risulta resistere solo in alcune zone dell‘Italia e a Lariano , ancora oggi, nella notte tra il 05 e il 06 Gennaio, la Pasquella viene portata da gruppi più o meno estemporanei, alcuni dei quali con tanto di costumi antichi, onde poter così meglio rivivere, anche nell'abbigliamento, l'atmosfera di un tempo. I “pasquellari”,così come si faceva una volta passano di casa in casa per tutta la notte, cantando strofe come augurio di salute, di benessere e di abbondanza per riceverne in cambio vino, dolci, uova, salsicce di maiale, doni di ogni genere ed anche piccole offerte di denaro. la Pasquella ,quale bella espressione della saggezza popolare,può definirsi a ragione un vero e proprio rito propiziatorio legato a credenze addirittura precristiane. a Lariano, per incentivarne e non disperderne la tradizione,viene portata da qualche tempo, il giorno 06 gennaio, anche per le vie del paese e nella Piazza Centrale. Per far comprendere meglio qual è l'esatto contenuto del canto della Pasquella, riportiamo integralmente il testo in dialetto Larianese e volendo: cliccando sul play si può anche ascoltare.

 

Il canto della Pasquella

 

 

l canto della Pasquella

 

Te saluto padron de casa,

 

la famiglia e la tua sposa,

 

la famiglia e la tua sposa,

 

la famiglia e la tua sposa,

 

e tutti quanti ‘n compagnia,

 

tutti quanti ‘n compagnia,

 

tutti quanti ‘n compagnia,

 

viva Pasqua Befania,

 

viva Pasqua Befania.

 

 

Sò passati fossi e scatafossi,

 

pe ritrovà la casetta tua,

 

pe ritrovà la casetta tua,

 

pe ritrovà la casetta tua,

 

pe portatte sta novella,

 

pe portatte sta novella,

 

pe portatte sta novella,

 

l'anno novo e la pasquella,

 

l'anno novo e la pasquella.

 

 

Semo quattro e ‘nsemo più otto,

 

tutti e quattro cor fagotto,

 

tutti e quattro cor fagotto,

 

tutti e quattro cor fagotto,

 

con qualcosa da portà via,

 

con qualcosa da portà via,

 

con qualcosa da portà via,

 

viva Pasqua Befania,

 

viva Pasqua Befania.

 

 

Ne venemo da Lariano,

 

la portemo sta rondinella,

 

la portemo sta rondinella,

 

la portemo sta rondinella,

 

vale oro pé quando è bella,

 

vale oro pé quando è bella,

 

vale oro pé quando è bella,

 

l'anno novo e la Pasquella ,

 

l'anno novo e la Pasquella.

 

Sotto l'ombra de le rose,

 

dove cantano gl'uccelli,

 

dove cantano gl'uccelli,

 

dove cantano gl'uccelli,

 

ruscignoli e cardarelli,

 

ruscignoli e cardarelli,

 

ruscignoli e cardarelli,

 

fanno i cuori rallegrare,

 

fanno i cuori rallegrare.

 

 

Arizzete padrone,

 

Arizzete padrone,

 

fate presto e non tardate,

 

fate presto e non tardate,

 

fate presto e non tardate,

 

che dal cielo cadè la brina,

 

che dal cielo cadè la brina,

 

che dal cielo cadè la brina,

 

fa venì la tremarella,

 

fa venì la tremarella,

 

fa venì la tremarella,

 

l'anno novo e la Pasquella ,

 

l'anno novo e la Pasquella.

 

 

Arizzete padrone e dacce l'ova,

 

si ‘ntenghi l'ova dacce ‘na gaglina,

 

si ‘ntenghi l'ova dacce ‘na gaglina,

 

si ‘ntenghi ‘na gaglina, dacce nò cappone,

 

se lo magnemo dimà a colazione,

 

se lo magnemo dimà a colazione.

 

Me so portato qui ‘ncompagno jotto,

 

me sà magnato canestro sasicce e tutto,

 

me sà magnato canestro sasicce e tutto…

 

si ‘ntenghi niente, crompa na vitella,

 

che dopo sà magna a “Caccavella”.

 

La Caccavella - Gruppo Folk Larianese


Traduzione in Italiano

 

Ti saluto padrone di casa,

 

la famiglia e la tua sposa,

 

la famiglia e la tua sposa,

 

la famiglia e la tua sposa,

 

e tutti quanti in compagnia,

 

tutti quanti in compagnia,

 

tutti quanti in compagnia,

 

viva Pasqua Epifania,

 

viva Pasqua Epifania.

 

 

Ho oltrepassato fossi e ancora fossi,

 

per ritrovare la tua casa,

 

per ritrovare la tua casa,

 

per ritrovare la tua casa,

 

per portarti questa novella

 

per portarti questa novella,

 

per portarti questa novella,

 

l'anno nuovo e la Pasquella

 

l'anno nuovo e la Pasquella.

 

 

Siamo quattro e non più otto,

 

tutti e quattro con il fagotto,

 

tutti e quattro con il fagotto,

 

tutti e quattro con il fagotto,

 

con qualcosa da portare via,

 

con qualcosa da portare via,

 

con qualcosa da portare via,

 

viva Pasqua Epifania,

 

viva Pasqua Epifania.

 

 

Veniamo da Lariano,

 

portiamo questa rondinella,

 

portiamo questa rondinella,

 

portiamo questa rondinella,

 

vale oro per quanto è bella,

 

vale oro per quanto è bella,

 

vale oro per quanto è bella,

 

l'anno nuovo e la Pasquella ,

 

l'anno nuovo e la Pasquella.

 

Sotto l'ombra delle rose,

 

dove cantano gli uccelli,

 

dove cantano gli uccelli,

 

dove cantano gli uccelli,

 

usignoli e cardellini,

 

usignoli e cardellini,

 

usignoli e cardellini,

 

fanno i cuori rallegrare,

 

fanno i cuori rallegrare.

 

 

Alzate padrone,

 

alzate padrone,

 

fate presto e non tardate,

 

fate presto e non tardate,

 

fate presto e non tardate,

 

che dal cielo cade la brina,

 

che dal cielo cade la brina,

 

che dal cielo cade la brina,

 

ti fa tremare per il freddo,

 

ti fa tremare per il freddo,

 

ti fa tremare per il freddo,

 

l'anno nuovo e la Pasquella ,

 

l'anno nuovo e la Pasquella.

 

 

Alzate padrone e dacci l'uova,

 

se non hai l'uova, dacci una gallina,

 

se non hai l'uova, dacci una gallina,

 

se non hai la gallina, dacci un cappone,

 

lo mangiamo domani a colazione,

 

lo mangiamo domani a colazione.

 

Mi sono portato un amico ghiotto,

 

si è mangiato cesto, salsicce e tutto il resto,

 

si è mangiato cesto, salsicce e tutto il resto…

 

se non hai niente compra una vitella,

 

che dopo la mangia la “Caccavella”.