Castagno e Pane: un connubio al servizio di Lariano

 

 

" Dio li fa e poi l'accoppia ", dice un vecchio proverbio tanto in uso anche a Lariano.

L'antico detto ben sembra adattarsi al castagno e al pane,due componenti fondamentali per l'economia del nostro centro, per i quali Lariano va giustamente famosa e dai quali trae validissimi motivi di sussistenza.

Il bosco di castagno, che sovrasta l'intero paese e che ne rappresenta un insostituibile ed incantevole cornice di verde per gran parte dell'anno, rappresenta un vero e proprio patrimonio sotto tutti i punti di vista, se è vero, come è vero, che a Lariano tutto finisce per ruotare intorno ad esso.

E non pensiamo di andare al di fuori della realtà affermando che il castagno ha ampi margini per essere maggiormente sfruttato.

A sostegno di quest'ultima affermazione vi è la constatazione che, per ciò che riguarda il lato turistico - ecologico, il nostro bosco sia tutto da scoprire e potrebbe riservare, in tal senso, un'ulteriore fonte di grossi guadagni..

Altra opportunità di lavoro potrebbe offrire il legno di castagno se fosse convenientemente utilizzato per farne infissi e mobili.

Ciò non di meno, l'industria del legno di castagno a Lariano è assai fiorente e ne ha sempre rappresentato la maggiore attività.

Le tante industrie del legno, grandi o piccole che siano, hanno sempre dato lavoro a tantissime persone.

Tutta gente assai esperta nel mestiere del boscaiolo e che delle piante si può dire che conosca "vita, morte e miracoli".

Ciò a partire dall'abilità che i boscaioli di Lariano hanno nell'abbattere le lunghe "pertiche" del bosco, per non parlare di quanto abili siano nel sezionare la pianta abbattuta.

Anche se la lavorazione del legno avviene oggi, per lo più, con mezzi meccanici, a Lariano ancora esiste gente che sa rifinire un trave usando la sola accetta e non per nulla, infatti, il legname che viene approntato nei depositi di Lariano risulta essere il più ricercato, anche perché risulta essere il più affidabile.

Le varie pezzature di legname occorrenti per la realizzazione di tetti di varia natura escono da Lariano, perché è qui che esistono i migliori lavoratori del legno.

Lo stesso discorso vale per tutto l'altro legname usato per l'agricoltura, per le recinzioni, per l'edilizia in genere ed ora anche per la falegnameria rustica.

Ma dove è che il castagno si "sposa" con il pane ed insieme ad esso caratterizza Lariano? Semplicemente da una circostanza che potrebbe apparire di poca importanza, ma che invece finisce per avere, come i locali esperti ben sanno, notevole rilevanza.

Infatti, se è vero ( ed è vero! ) che il pane di Lariano è buono, lo si deve anche al fatto che per "infuocare" il forno per cuocerlo sia indispensabile usare il legno di castagno e di esso le fascine ricavate dai rami che, in grande abbondanza vengono lasciati al suolo, dopo ogni taglio, per essere utilizzati liberamente da chi abbia la necessità di trasformarli in fascine da forno.

Far la storia dei come e dei perché il pane di Lariano sia così buono e sia assurto a tanta notorietà sarebbe, seppur interessante, un po' troppo lungo e specie la storia della sua divulgazione meriterebbe, veramente, una nota a parte per l'interesse storico - sociale del paese.

Per l'occasione, quindi, ci limitiamo alla breve descrizione di quelle che sono le principali peculiarità del pane di Lariano.

Ricetta più semplice pensiamo non possa esistere: farina semintegrale di grano tenero, acqua potabile preferibilmente priva di cloro, sale quanto basta e , logicamente, una adeguata porzione di lievito naturale, preventivamente conservato da precedenti impasti.

A questi semplici ingredienti si rende indispensabile l'aggiunta determinante di una buona dose di esperienza, di tanta volontà e di un opportuno quantitativo. d'amore per quel che si sta facendo.

Tanto per dare qualche traccia, possiamo dire che, dopo aver versato il lievito, precedentemente preparato, nella farina, lo si impasta per bene con essa aggiungendo, man mano, acqua salata non troppo calda.

Dopo aver impastato il tutto fino all'apparire di bolle d'aria, si lascia lievitare l'impasto per farne poi regolari pagnotte, che, poste sulla apposita tavola per completarne la lievitazione, vengono poi introdotte con la pala nel forno precedentemente infuocato e dal fondo ben pulito.

Il tempo di cottura non deve essere inferiore ad un'ora e le pagnotte ben cotte vanno lasciate raffreddare scoperte.

Queste le semplici note informative, ma per averne una più esatta cognizione e consapevolezza, si renderebbe quanto mai opportuno far visita ad uno dei tanti forni di Lariano: rappresenterebbe, fra l'altro, una buona lezione di vita!

 

Ferdinando Tamburlani

 

 
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