Antonino Fleres Medaglia d'Oro al Merito Civile
 

 

 

16 Ottobre 2009

 

Cerimonia solenne questa mattina, venerdì 16 ottobre, a Lariano.per l'intitolazione della caserma dei Carabinieri ad Antonino Fleres, medaglia d'oro al merito civile. Alla presenza di tantissime autorità civili e militari, alle ore 11, Salvatore Fleres, fratello di Antonino, e Mauro Straffi, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Lariano, scoprono la targa marmorea, poi benedetta da Padre Mauro Amato, cappellano militare dei Carabinieri di Velletri.

 

Targa nella Caserma dei Carabinieri di Lariano

 

Lariano 24 Dicembre 2008

 

Il Comandante della Stazione C.C. di Lariano, scopre il Murales dedicato ad Antonino Fleres

 

L'Associazione Nazionale dei C.C. presente alla manifestazione

 

Relazione sui fatti che portarono alla fucilazione del carabiniere Antonino Fleres

 

Il servizio dei carabinieri a Lariano continuò per tutta la durata della Seconda Guerra Mondiale, anche nella fase più critica e violenta delle attività militari nella zona del basso Lazio, ossia subito dopo la presa di Cassino e la rottura del fronte sulla Linea difensiva tedesca, denominata “Gustav”.

Il giorno 27 maggio 1944, un’esigua truppa della 85^ Divisione di Fanteria Americana, quella stessa che avanzava da mesi nella penisola italica, sbarcata in Sicilia nell’inverno e che aveva liberato il resto della nazione fin proprio al limite della linea Caesar tedesca, si attestarono a sud della asse ferroviaria Velletri- Colleferro, oggi estinta. Procedevano al resto del reggimento, con l’intento di sbaragliare le ultime difese tedesche, aprendo la strada verso Roma. Essi si concentrarono intorno al ponte che all’epoca sorvolava la ferrovia e che oggi dà il nome ad una contrada di Lariano, aspettando che anche le direttrici di attacco verso Artena –Valmontone e verso Velletri, cioè quelle provenienti dal mare (da Anzio erano partite la 36^ e 45^ divisione americana), potessero rompere il blocco che i tedeschi opponevano strenuamente.

Così in attesa della resa definitiva dei tedeschi, dalle loro posizioni, gli americani mossero soltanto il 31 maggio, ma nei giorni antecedenti l’attacco, effettuarono azione di disturbo e di esplorazione in tutta la zona a sud della Capitale Eterna, inviando piccole pattuglie in ogni direzione, in modo da conoscere e controllare la dislocazione nemica sul posto.

Spesso si muovevano attraversando il bosco che incornicia Lariano, avvicinandosi di sovente in quelle zone dove si concentravano, in una pericolosa promiscuità, sia i tedeschi che i gruppi di larianesi sfollati.

I fatti che seguono, raccontati in breve, sono frutto della sintesi dei documenti ufficiali, presenti nel fascicolo personale sul carabiniere Antonino Fleres, redatti nel tempo dall’Arma (1944-1948). Ad essi, ma solo al fine di completare la vicenda, sono stati aggiunte le testimonianze orali, raccolte sotto forma di intervista, fatte in tempi diversi, negli anni 1997-1999 e poi nel 2006.

Il 28 Maggio del 1944, ai carabinieri Antonino Fleres e Filomeno Moretti, effettivi alla Stazione di Lariano, viene dato l’ordine di raggiungere la località “Colle Fortuna”, zona collinare al di sotto della strada Ariana, attualmente al confine tra i due Comuni Lariano e Velletri.

La località designata era segretamente occupata dagli Alleati, e quello era stato scelto come luogo d’incontro tra i due carabinieri Fleres e Moretti con “7 militari difendenti” , dato che l’esercito italiano era ormai conscio del ruolo salvifico dell’avanzata americana, ma ancora stretti nella morsa tedesca.

Possiamo fare due supposizioni piuttosto veritiere sulla natura e lo scopo dell’ordine impartito ai carabinieri; i soldati “difendenti”, dato il preciso contesto storico, potevano essere soltanto: partigiani appostati nella boscaglia sul monte Maschio , oppure una sparuta avanguardia americana in avanscoperta a Lariano, luogo ove, oltre ad un piccolo contingente tedesco, era localizzata una copiosa armeria, piena di munizioni, destinata ad arrivare sul fronte bellico, verso il mare, o verso la Casilina.

I due militari nel pomeriggio dello stesso giorno, si imbatterono, in un’avanguardia americana, in esplorazione del territorio nemico.

I Carabinieri si unirono a loro, fungendo per gli alleati da guide esperte dei luoghi, procedendo insieme verso la zona a nord-est del paese.

Raggiunta la località boschiva “Molara”, poco prima della distesa aperta denominata localmente il “Vallone” , il gruppo incappò in una colonna tedesca, che, sfortunatamente, in quel medesimo momento percorreva il sentiero ai margini della scarpata da loro attraversata.

Se il gruppo avesse raggiunto la piana poco distante, avrebbe senza dubbio potuto difendersi in maniera più equa, ma purtroppo si trovò in netto svantaggio poiché, stando al di sotto della scarpata, non avvistò in tempo il nemico.

In pochi attimi inizia lo scontro tra i due schieramenti, nel quale vengono uccisi due americani e catturato uno dei due italiani: risulterà essere il giovane Fleres.

Il resto della pattuglia americana riesce a fuggire, dirigendosi verso sud, sicuramente diretti alla località “Cerreta” , dove ormai si era stanziata un battaglione della 85^ divisione statunitense. Mentre l’altro carabiniere, Filomeno Moretti, credendo il suo commilitone Fleres morto nello scontro con i tedeschi, si unirà alle truppe americane e non farà più ritorno alla caserma di Lariano.

Ma il giovane Nino, in realtà, non era morto nello scontro e nei momenti che seguirono alla cattura, non è difficile immaginare l’ansia e il terrore che attraversavano la mente del carabiniere catturato. Era sicuramente conscio di quello che stava succedendo, non si illudeva certo di essere risparmiato dai precedenti “alleati”per il suo “tradimento”: era stato catturato mentre facilitava l’avanzata nemica e forse era conosciuto dai tedeschi del luogo come colui che preavvertiva i giovani, salvandoli così dall’essere deportati o costretti a mettersi al servizio dei nazi-fascisti. Ma i tedeschi sapevano bene le strategie di guerra e così lo trascinarono tra i boschi con loro per diverse ore, lasciandolo in balia delle paure e dell’incertezza su cosa gli sarebbe accaduto. Accrescevano l’ansia del giovane militare perché avevano bisogno di informazioni utili alla loro difesa. Probabilmente lo interrogarono per ore, ma, evidentemente, il giovane Antonino si rifiutò di collaborare.

Il carabiniere fu condotto, insieme ad altri larianesi resi prigionieri, in località “Capo Croce”.

A questo punto il comportamento del giovane denota la consapevolezza della difficile situazione nella quale si trova, tanto da fargli decidere di lasciare il suo zainetto ad un larianese, affinché lo porti in caserma.

Verso le 19, ormai avanzava il tramonto, ci fu una nuova sparatoria e, in quel frangente, Antonino riesce a sfuggire dalla presa tedesca, poco dopo che dei soldati tedeschi si erano avvicinati per allontanarlo dal resto del gruppo dei prigionieri.

Su quanto accaduto, abbiamo solo testimonianze orali “non ufficiali” , però è facile intuire che avanzando la luce soffusa del tramonto, al momento della sparatoria, nella fitta vegetazione era possibile scappare dalla vista dei soldati e cercare rifugio verso le grotte, tra la popolazione ricoverata lì, cercando di avanzare verso il paese, forse per avvicinarsi alla caserma, situata in prossimità del centro abitato.

Il nostro giovane si dirige così verso la località “Colle Fiorentino”, a nord del centro del paese, ma la via di fuga scelta risulterà essergli fatale: poche ore dopo, tra le 20 e le 21, fu di nuovo catturato.

Proprio a poche decine di metri dalla caserma provvisoria si trovava una grotta adibita solitamente per mantenere freschi alimenti e vino.

In quel frangente, al pari di molti altri locali simili, era il ricovero, invero molto pericoloso, per tanti civili che cercavano di fuggire i pericoli di una battaglia ormai vicinissima.

Antonino Fleres, dopo essere riuscito fortunosamente a sfuggire ai tedeschi, non seguì il collega Moretti Filomeno, che riuscì a raggiungere le linee americane. Trovò naturale avvicinarsi alla caserma, nascondendosi in quella grotta insieme a tanta gente.

 

Lì fu trovato da una pattuglia tedesca che era in cerca di quei due carabinieri “reticenti”.

Sicuramente il milite venne nuovamente interrogato, ma, ancora una volta, si rifiutò di svelare la posizione degli alleati.

Molti ricordi, tratti dal racconto popolare dell’avvenimento, ci narrano che in quella fresca notte primaverile, fu condotto dapprima verso il centro abitato, evidentemente al cospetto degli ufficiali e, poi, in zona più isolata, verso il triste destino che lo attendeva.

In molti, tra gli anziani del paese, raccontano di come Nino metteva in guardia tutti quelli che gli si avvicinavano, cercando di allontanarli dal pericolo.

Poiché il giovane carabiniere era molto socievole e già ben integrato nel tessuto cittadino, in molti raccontano di come alcune persone, vedendolo procedere davanti a due tedeschi armati, con i fucili puntati su di lui, si avvicinarono chiedendogli “Nino, che succede?” e ancora “dove ti portano?”.

Sembra che il giovane Nino, ormai conscio del suo destino e prossimo al sacrificio li cacciasse via, rispondendo calmo ”non rivolgetemi la parola, andatevene”, “allontanatevi, chiudetevi a casa!”.

Erano le 23,30 quando dal “Colle Fiorentino” verso l’intero paese addormentato, rimbombano le raffiche di mitragliatrice.

Solo la mattina dopo, all’alba del 29 Maggio si scoprirà l’accaduto.

Il corpo di Antonino rimase però insepolto per tre giorni, nel luogo in cui era stato ucciso. Gli abitanti di Lariano, avvicinandosi ormai le truppe alleate avevano capito il pericolo imminente in tutta la zona, così lasciarono in fretta le loro case, per dirigersi in località più sicure.

Solo il 1° Giugno viene sepolto sul luogo del martirio.

Successivamente il corpo fu spostato e collocato, insieme ai corpi dei soldati tedeschi caduti nella zona di Lariano, in località “Acqua di Papa”.

Diversi anni dopo la morte di Antonino, la sua salma verrà ricomposta e portata a riposare nella terra natia, Borgetto, in provincia di Palermo (Marzo 1948).

 

Sintesi delle ricerche e delle commemorazioni, fino ad oggi

 

Il 16 Dicembre 2006 si è celebrata a Lariano la memoria di Antonino Fleres con la deposizione di un ceppo a suo onore, collocato al centro della Piazza Martiri della libertà.

Il processo che ha portato ad innalzare un monumento in suo onore è partito dagli anni ’70. Trenta anni dopo la Seconda Guerra Mondiale, si aveva una flebile memoria del giovane carabiniere morto nel secondo conflitto mondiale, di lui si sapeva poco, ancor meno si sapeva su tutta la vicenda che aveva visto come epilogo, il sacrificio della sua giovane vita.

Tuttavia si ricordava il giovane Fleres, tanto che nel 1976 l’Amministrazione Comunale , in accordo con il Comando della Stazione dei Carabinieri di Lariano, decise di intitolargli una strada.

A seguire, ci fu poi un’ulteriore proposta : si lanciò l'idea di intitolare la Caserma di Lariano alla memoria di Fleres. Questa ultima, purtroppo, ebbe esito negativo, poiché non era possibile da realizzare in quanto il giovane carabiniere non aveva ricevuto nessun riconoscimento ufficiale per il suo gesto.

Resta il fatto che, nella memoria cittadina è stato sempre vivo e presente il suo nome, tanto da essere annoverato tra gli altri larianesi sul Monumento ai Caduti di guerra di Lariano, situato al centro della piazza principale del paese, Piazza Santa Eurosia. Si può supporre che, una mancata analisi dei documenti e quindi una conseguente visione d’insieme dei fatti, non abbiano permesso di capire prima quanto la morte di Nino fosse stato un vero sacrificio della vita, in nome della libertà.

Solo nell’estate del 2006, il Comune di Lariano mi incaricò di svolgere delle indagini storiche sulla vicenda che portò alla cattura e poi alla morte del carabiniere. Ciò fu innanzitutto sollecitato dalla costante richiesta di far luce sui fatti avanzata dai carabinieri della Caserma di Lariano, in particolare da parte del maresciallo Mauro Straffi e del carabiniere Biagio Timpanaro, siciliano di origine e in servizio a Lariano fino a pochi anni fa.

Intanto, anche in Sicilia, messi al corrente delle ricerche e a seguito dello studio dei fatti fin qui esposti, il Comune di Borgetto (Pa), la città natia del giovane Nino, lo ha acclamato in maniera solenne, con un consiglio comunale straordinario nel quale si è rievocato, alla presenza dei parenti e della popolazione tutta, il gesto eroico e coraggioso del loro concittadino. Tanta è stata la commozione dei presenti che, dopo tutti questi anni, per la prima volta, hanno ascoltato la ricostruzione della vicenda che portò alla morte il loro giovane Nino.

Poi, con una celebrazione ufficiale , si è proceduto ad inaugurare la nuova lapide, frutto della recente presa di coscienza della dimensione e dell’importanza del nostro eroe, forse finora, rimasto nell’ombra. Sempre in Sicilia, la Provincia di Palermo ha incluso una breve sintesi sulla storia di Antonino Fleres nella pubblicazione uscita in occasione del Giorno della Memoria (27 Gennaio 2007) e presentata poi a Borgetto, alla presenza di alte cariche dei Carabinieri (Colonnello Tommasoni, allora in servizio in Sicilia).

Attualmente, il Comando Territoriale dei Carabinieri di Frascati (Col. Menicucci) ha avanzato richiesta di intitolazione della Caserma di Lariano a nome del giovane Fleres. Ora questo può accadere poiché al Fleres è stato conferito l’alto riconoscimento della medaglia d’oro al valor civile. Mentre, sotto richiesta dell’Amministrazione comunale di Borgetto, in particolar modo da parte del Sindaco Antonino Bonomo e del Consigliere Giuseppe Panettino, ho scritto una breve sceneggiatura da portare in scena nelle scuole pubbliche del Comune e dei paesi limitrofi. La compagnia teatrale che la porterà in scena è di Montelepre. Il Sindaco di Montelepre, Dott. Giacomo Tinervia e il Sindaco di Borgetto si stanno attivando affinché la Provincia di Palermo sostenga l’iniziativa teatrale, permettendo così di portarla in scena in più scuole possibili. 

La ricerca è basata sui documenti contenuti nel fascicolo personale del Carabiniere Fleres, fornitomi dall’Ufficio Storico del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, con l’aiuto del Tenente Colonnello Giancarlo Baronetti.

Di massima importanza per la ricostruzione dei fatti, oltre ai dati oggettivi e ufficiali del fascicolo, sostanzialmente frammentari, sono state le testimonianze orali raccolte tra Lariano, la Sicilia e poi la Calabria, dove attualmente risiede il Carabiniere in congedo Filomeno Moretti, testimone di parte della vicenda.

Inoltre è da segnalare che nei documenti storici dell’Arma dei Carabinieri (Elenco dei militari dell’Arma caduti per la liberazione nazionale della Legione Carabinieri Reali del Lazio - 10 Settembre 1943 / 22 Giugno 1944) il nome di Antonino è ricordato insieme agli altri due carabinieri morti eroicamente nel secondo conflitto mondiale (testo allegato alla ricerca: “Antonino Fleres un eroe nell’ombra”).

Per l’intera ricerca non è mai venuto meno l’aiuto della Caserma dei Carabinieri di Lariano (il Maresciallo Capo Mauro Straffi, il Carabiniere Scelto Paolo Pediliggieri e il Carabiniere Scelto Biagio Timpanaro, quest’ultimo è stato l’artefice indiscusso della “rinascita” del particolare e definitivo interesse nei confronti della storia di Antonino) e della Caserma dei Carabinieri di Borgetto (Maresciallo Capo Marcello La Malfa).

In molte occasioni la ricerca sui fatti che portarono alla fucilazione di Antonino Fleres è stata esposta alle scolaresche dei due paesi maggiormente interessati alla vicenda, Lariano e Borgetto.

Dott.ssa Raffaella Biagi

 

Documentato dalla prima relazione dei fatti, redatta nella caserma dei Carabinieri di Lariano il 19-6-1944, a firma del Brigadiere Santucci Mariano, Comandante della Stazione.

Estratto dalla relazione sui fatti presente nella caserma dei Carabinieri di Lariano, datata 19-6-1944, non si sa per certo a chi si riferisca il brigadiere a cavallo, Santucci Marino, capo della Stazione di Lariano quando parla di “militari difendenti”.

“Le bande armate del Lazio meridionale erano organizzate in un Raggruppamento Bande Patrioti “Castelli e Lazio Sud”, che afferiva al Comando Bande Esterne, il quale dipendeva dal Comando Fronte Clandestino Militare di Roma. Il Raggruppamento “Castelli e Lazio sud”, comandato dal maggiore Michele Jannone, dall’8 Settembre 1943, in un anno, compì 1715 azioni di sabotaggio, tra queste la distruzione di un treno munizioni e carburante sulla linea ferroviaria Roma - Cassino in Gennaio 1944”; stralci tratti dal testo: AA.VV. BENEDETTO COCCIA (a cura di), La linea Gustav: un percorso culturale, Istituto Studi politici “S. Pio V” di Roma, Regione Lazio, Roma, 2005

Come è scritto in tutti i verbali presenti nel fascicolo sul Fleres, redatti dalle Stazioni dei Carabinieri che si interessarono dell’accaduto. Lo conferma poi, nel 2006, la testimonianza del Carabiniere Filomeno Moretti, intervistato telefonicamente.

Vicinissima al luogo ove attualmente sorge il cimitero di Lariano.

Come si evince dallo stralcio della relazione sui fatti, redatta il 19 Giugno 1944 e dalla testimonianza orale di Romaggioli Arturo del 5 agosto 1945, raccolta dal Comandante della stazione di Lariano Brigadiere Schiarra Giuseppe.

A sud del paese, verso la strada Ariana, in direzione di Artena.

Dalle testimonianze orali raccolte da Luigi Ceracchi nel testo “La guerra di Paris”, pubblicato a Lariano nel 1999.

Testimonianza orale dei fratelli Romaggioli, Arturo ed Emilio, presente nel libro “La guerra di Paris”

Testimonianza della Signora Camicia Pia, raccolta dalla stazione dei Carabinieri di Lariano nel 1983, per l’interessamento alla vicenda di Fleres da parte del Maresciallo Greco, allora al comando della caserma.

La caserma, distrutta dopo il bombardamento che recò diversi danni al centro di Lariano (17 marzo 1944) , era stata spostata nell’edificio posto su una curva dell’attuale Via Castello d’Ariano.

Testimonianza di Augusto Abbafati, presente sul libro “ La guerra di Paris”.

Testimonianza della Signora Camicia Pia, raccolta dalla stazione dei Carabinieri di Lariano nel 1983.

Testimonianza della Signora Camicia Pia, raccolta dalla stazione dei Carabinieri di Lariano nel 1983.

Testimonianza del Sign. Frasca Armando, raccolta dalla stazione dei Carabinieri di Lariano nel 1983, per l’interessamento alla vicenda di Fleres da parte del Maresciallo Greco, allora al comando della caserma. Il Sign. Frasca insieme al figlio e ad un altro concittadino, prepararono la cassa e il luogo della prima sepoltura.

Lariano ottenne l’Autonomia il 28 Agosto del 1967.

La proposta porta la data del 21 Febbraio 1983.

Tenutosi il 1 Novembre 2006.

In corrispondenza al Giorno dei Morti, il 2 Novembre 2006.

 

 

 

 

 

Strada cittadina, intitolata alla memoria del Carabiniere

 

Particolare del monumento ai Caduti, in P.za S.Eurosia, Lariano (Rm) dove è ben visibile il nome del nostro Eroe

 

Il Sindaco di Borgetto, Antonino Bonomo e il Vice Sindaco di Lariano, Alessandro Fabbri, scoprono la lapide, sulla tomba di famiglia dove, riposa in pace Nino. (Borgetto, 2 Novenbre 2006)

 

 

Saluto del Tenente Colonnello Dott. Michele Sirimarco, Comandante del Reparto Territoriale dei Carabinieri di Monreale (2 Novembre 2006)

 

Foto della Cerimonia Ufficiale nella quale si è scoperta la Stele dedicata alla memoria di Antonino Fleres (16 dicembre 2006)

Immagine della Stele