Disabitate case

 

Sovente io ritorno in quella casa,
la dimora dalle imposte al vento,
dove, ladri, saccheggiano i pensieri.

E ritrovo, pensosa, una bambina
Dalla semplice veste e le treccine,
il mare stupefatto agli occhi seri.

Due giganti la tengono per mano,
in alto i monti, il sole della vita,
e con amore additano sentieri.

Sopra le cime ho posto le mie case,
bianca la neve, mite alle passioni.
Lontano, a valle, il crac dei crocieri.

L’Aquila solitaria sulle vette,
e i camini che fumano parole.
Riscopro muri di case mie di ieri.

 

Fernanda Spigone