E' altro vivere oggi..
Sulla remota via rocce e filari
le fortezze di pietra voraci,
ardevano i fuochi delle calcare
e le voci grondanti dei fornaciari
Perdeva la sua pelle la montagna
rugosa di violenza e sassi
che il grido della mina sgretolava
ed un freddo .sudore.. ecco ti bagna.
Alzava l'uomo la bandiera di corallo
ed in attesa.. tutto si fermava.
Scalpitava lo zoccolo nervoso
dura, la mano, sul morso del cavallo.
E' altro vivere oggi.. lungo le spire
della Traiana antica e sinuosa
rombano i giovani possente il loro ardire.
E' altro vivere oggi..altro morire.
Giacciono mute le fornaci amare
Le labbra colme di terra e di lattume.
A marzo solo raccontano alla luna
I fuochi annosi delle calècare.
Fernanda Spigone
|