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Per andare, Signore
Per andare, Signore, mandami nebbia e piogge a nascondere i profili delle case delle mie case dal volto spalancato dove respira un filo di musica e di canto frammisto ai pigolii di un bimbo o a un pianto. Frema l'amico albero al flagello delle infinite dita della poggia! Io me ne andrò ravvolta nello stanco soprabito sdrucito e, sulla fronte già immemore, un cappello. Avanzerò nella nebbia invano tenteranno di fermarmi i rami intrisi della roverella ove saltellano, passeri maldestri, gli sguardi dolorosi degli amici preda di un male che li esfolia e spella. Camminerò vogliosa e nella fretta, avrò d' accanto le promesse ladre neri gli occhi degli esuli e dolce il volto assonnato di mia madre. Per andare, Signore, mandami incontro uno stormo di piogge e un acquazzone, io seguirò correndo il tuo richiamo sarò un bambino dietro al suo aquilone. Se tu mi mandi un brivido di sole forse, Signore, non vorrò venire.
Fernanda Spigone
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